… anche le bibite radioattive

Author: Stefania Carlotto

Ci siamo bevuti e ci beviamo di tutto … anche le bibite radioattive

Published: Thursday, July 7th, 2016 - H.04:55PM
Author: Stefania Carlotto

Lo scorso 4 luglio si è celebrato il giorno dell’Indipendenza Americana, ma si è commemorata pure la morte di MARIE DE CURIE, avvenuta nell’anno 1934.
La scienziata fu insignita del Premio Nobel per la Fisica a seguito degli studi compiuti sulle radiazioni e successivamente del Premio Nobel per la Chimica per aver scoperto il Radio e il Polonio.
Tali scoperte scossero non solo la comunità scientifica, ma tutta la società di allora, tanto che nei primi anni del ‘900 si diffusero prodotti contenenti il RADIO.
Bevande radioattive "con effetti energizzanti", "creme di bellezza", "saponi per l’igiene quotidiana" il cui principio attivo era il Radio (il cui uso era "consigliato anche per i bebè"),
un "gel contraccettivo radioattivo" e il "cioccolato al Radio per avere maggiore energia",
"dentifricio" che prometteva di sterilizzare la cavità orale e combattere gengiviti e carie …
oltre che ad assicurare "un meraviglioso effetto sbiancante".
Molti prodotti erano venduti in farmacia e purtroppo anche molti medici li consigliavano e questo fungeva da “garanzia” e ne incentivava il consumo.

Marie Curie non incoraggiò mai la produzione e l’uso di questi prodotti e anzi, riteneva che fosse necessario approfondire gli studi prima di questi utilizzi.
Purtroppo però non brevettò, né registrò, né protesse in alcun modo le sue scoperte, lasciandole di fatto di pubblico dominio ed utilizzo.
Sappiamo bene, soprattutto ai nostri giorni, quanto il profitto giustifichi qualsiasi scelleratezza ed eviti ogni prudenza, e ci fu appunto chi utilizzò il nome Curie per produrre e promuovere questi prodotti.

nella foto tratta da Wikipedia, Marie Curie - 1903

Sono passati 82 anni dalla morte di Marie Curie …  ma quanto diversi siamo noi, dalle persone degli inizi del ‘900?
Sicuramente abbiamo maggiori informazioni, ma non sempre le elaboriamo, lasciando ad altri il compito di farlo.
Il “me lo ha detto …”, “… eh no! Io l’ho letto su internet!!!” e così via, spesso ci evitano di pensare con la nostra testa e tutto sommato ci fa anche comodo,
perché è più rassicurante usare i pensieri degli altri piuttosto che cercare noi le motivazioni che sostengano una nostra idea.

Eppure, relativamente a quanto successo circa i prodotti sopra indicati, sarebbe stato sufficiente quel famoso buon senso, per essere in allarme, oppure bastavano alcune considerazioni elementari.

LO MANGERESTI?

GLI FARESTI UNA COCCOLA?

CERTO CHE NO!!!

La natura ci mette in guardia da ciò che è nocivo per la nostra salute in tanti modi, che possono essere visivi, oppure con l’odore sgradevole o il sapore pessimo.
Ciò che ancora è più velenoso per noi, e magari non ha colore o sapore, lo cela nelle profondità della terra, o lo nasconde tra le rocce in modo che sia inaccessibile.
A differenza dei primi decenni del 1900, oggi abbiamo la fortuna di avere una enorme quantità di informazioni disponibili:
cerchiamo di fare quel minimo di sforzo che ci aiuti a scegliere.
Ormai abbiamo imparato che le pubblicità possono essere ingannevoli, perciò andiamo oltre la superficie di una copertina patinata e di una perfezione magari raggiunta con l’aiuto di Photoshop!
Abbiamo una mente che pensa, abbiamo la capacità di usarla, mettiamola al nostro servizio per scegliere il meglio per noi …
In fondo ce lo dobbiamo perché ogni giorno passiamo molto tempo a pensare per il benessere degli altri ed è giusto che per il nostro benessere pretendiamo il meglio!

Stefania Carlotto